giovedì 23 novembre 2017

Il Cielo nella poesia di Stefano Torre

coelum dedica a Stefano Torre la rubrica "le stelle nei libri"

Il Cielo nella poesia di Stefano Torre
di Remondino Chavez

“ Contempli il cielo, e senti
la mente trascendere
quello che vedi. Ed i freddi
manuali d'astronomia
diventano i testi sacri ... "

questa volta una differenza c'è ... mentre tutti gli altri letterati finora passati in questa rubrica si erano imbattuti quasi per caso nella trattazione astronomica (a parte forse il Pascoli, che di astronomia si interessò veramente), traendone una sorta di poesia o di prosa "di occasione", Stefano Torre è uno di noi, un vero appassionato di stelle. Un ragazzo di ormai 47 anni che il cielo l'ha messo davvero al centro della propria ispirazione.
Nella sua prima raccolta di poesie, "Marinai e poeti sono tutti morti", del 1995, Torre nomina le stelle una ad una (Aldebaran, Cor Caroli, Deneb, Regolo, Denebola, Antares, Kokab, Megrez, per dirne solo alcune ... ), le chiama a un dialogo che non è difficile immaginare svolgersi in momenti di cristallizzato e metafisico stupore. Si rinnova in più punti, nel suo racconto, il concetto antico delle stelle come fori nel cielo da cui fuoriesce potente il respiro di qualcosa di trascendente, come pure presente è la continua commistione tra destini celesti e vicende umane.

Sensazioni che chiunque abbia una minimo di frequentazione con la visione notturna del cielo conosce bene, ma che filtrate dalla sensibilità e dalla capacità descrittiva di Stefano acquistano d'incanto una valenza universale e diventano appunto poesia. Come in questi tre splendidi frammenti:

SIRIO
L'occhio di cane
grande strappo nella volta buia
Se ti metti in ascolto puoi sentire
il sibilo
della luce che s'insinua
attraverso quel foro nel manto
scuro della notte.

CANOPO
La stella mai vista.
Sotto l'orizzonte d'inverno
giace la seconda stella del cielo
gigante rossa
dicono
ma l'occhio non vede
eppure la senti salire
come un fluido
dalla coda del cane maggiore.
Il mondo di sotto
dove si tuffano i pianeti
è così rivelato
ma non svelato.

ARTURO
Il Pastore che guida il gran carro
custode dell'orsa maggiore
Da lui si parte il comando
che muove in circolo il cielo
attorno al polo
AI suo fianco c'è la grande
corona
del cielo boreale
ma lui non impugna scettro
è Pastore
Nobile non per blasone
ma per davvero.

Ma le visioni di Torre vanno al di là della pura descrizione emozionale, e qua-si diventano ambientazioni in attesa di storie ancora di là da venire, come in questa bellissima "emme tredici":

EMME TREDICI
è una nuvola tonda
sulle coste dell'Ercole (non basta
l'occhio per capirne la forma)
Armati di lenti
come fosse coraggio
abbiamo attraversato il buio
tra l'anca e la spalla
del gigante celeste (abbiamo
strappato il segreto della notte).
Diventata più grande
la nube di stelle
con la sua voce di luce
ha parlato
di tempi remoti di molte migliaia
di anni
Ma nessuno ha tradotto.
Tanti soli stanno raccolti in un
grumo
all'estremo limite della via lattea
Più in là c'è lo sconfinato vuoto
della notte, di qua la spirale di
stelle che abbiamo per casa
ed osa il pensiero viaggiare fino a
quel lontano approdo siderale
per capirne il mistero (senza più
lenti l'uomo ha trovato coraggio).
Il batuffolo di luce
tra le costole d'Ercole
è ora grande quanto il cielo
a sovrastare un altare
di pietra spaccata
dalla pioggia e dal tempo.

Sperando non sia sfuggita la bellezza di quell'improvviso "Ma nessuno ha tradotto", vorrei anche portare all'attenzione dei lettori questa fulminante definizione di Venere:
Palla di luce
avanguardia del sole
nel mare / prima dell'aurora

E quella del cielo, di ciò che esiste, e in definitiva del significato della sua opera:
Il cielo è la pagina dove
stelle e pianeti
con il loro alfabeto di luce
raccontano
all'uomo dell'uomo
L'eterno gioco di sentimenti e
pulsioni
che è la nostra storia
ed è la vita.

Remondino Chavez pronipote dello sventurato sorvolatore delle Alpi Geo Chavez, è nato in Bolivia nel 1952. Astronomo in vari osservatori del Sud America, si è trasferito in Italia nel 1993 dove si occupa di meccanica celeste e collabora con numerose riviste scientifiche.

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